ABBÀ, PADRE!

Educatori che pregano alla scuola del Signore Gesù

Non c’è modo migliore che mettersi alla scuola del Signore Gesù per imparare a pregare. Potremo sperimentarlo con un agile strumento di meditazione e preghiera che abbiamo realizzato per i giorni della Settimana dell’educazione 2023. Invitiamo gli educatori, soprattutto quelli dei preadolescenti e adolescenti, a ritagliarsi uno spazio per “sostare” con Dio e lasciarsi istruire da Lui, anche su come educare i ragazzi a loro affidati, lasciandosi interrogare dal vangelo e da quanto Gesù dice, fa, insegna, vive in prima persona. 

Quest’anno il libretto che la Fom propone agli educatori (edito da Centro ambrosiano), con dieci tappe di riflessione e preghiera, si intitola “Abbà” e si mette dunque alla scuola più autorevole, quella di Gesù.  

Chiediamo agli educatori di fare propria la domanda che i discepoli rivolsero un giorno al Signore, vedendolo in preghiera: «Maestro, insegnaci a pregare». Gesù insegna innanzitutto a chiamare Dio con il nome di “Padre”, anzi di “Abbà” (papà), come Lui stesso chiamava il Padre che è nei cieli. 

Sforzarsi di pregare come Gesù è dunque l’obiettivo alto che ogni educatore si può dare, impegnandosi per dieci giorni, sapendo che è Gesù stesso che ci dona il suo Spirito per entrare in quella comunione speciale con Dio che nessuno può avere da solo e che pure è concessa a tutti. La rivelazione che ci viene data, il mistero dell’incarnazione, la vita stessa di Dio che ci viene incontro nel suo figlio Gesù sono la chiave per plasmare la propria vita, le proprie azioni, il proprio servizio imparando dal solo che merita l’appellativo di “Maestro” e rivolgendosi a Colui che è il solo che possiamo autenticamente chiamare “Abbà”, Padre. 

Riflessioni sull'